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July 07 Ad un passo dalle leggi razzialiSe nella storia d’Italia c’è mai stato un decreto così aspramente contestato da innumerevoli parti sociali, questo è sicuramente il “Pacchetto Sicurezza”, recentemente approvato dal governo Berlusconi.
Un coro di no che non riguarda esclusivamente l’opposizione parlamentare, bensì da parte di numerose categorie: si passa dall’Associazione Nazionale Magistrati alle associazioni umanitarie, dai sindacati di Polizia passando per il concilio dei Vescovi.
Proteste che, tuttavia, non hanno trovato alcun ascolto da parte del governo, ormai schiacciato sulle posizioni xenofobe e anti-meridionaliste della Lega Nord.
Il cosiddetto “Pacchetto Sicurezza” prevede, tra le varie norme, che ogni cittadino sarà tenuto a denunciare qualsiasi caso di immigrazione irregolare, ad eccezione di medici e farmacisti che potranno preservare il segreto professionale; il clandestino, una volta individuato, sarà espulso dall’Italia e dovrà pagare una multa che va dai 5 000 ai 10 000 euro.
Inoltre, c’è una pena di tre anni di carcere per chi affitta locali o case ai clandestini.
Insomma, la sicurezza consiste nel creare un paese “di spie” alla caccia del diverso.
Tra le norme più deleterie, sicuramente, merita un capitolo a parte la creazione delle ronde, ovvero comitati di “cittadini volontari” che potranno girare per le nostre strade con lo spirito di “dar man forte” alle forze dell’ordine.
E’ curioso, tuttavia, analizzare come, se da una parte si istituzionalizzano le già esistenti “guardie padane” (squadracce di leghisti attive in alcuni centri del Nord), dall’altra parte vengono tagliati i fondi alle forze dell’ordine stesse e vengono cancellate le intercettazioni telefoniche, strumento che, in passato, ha permesso di combattere e fermare la criminalità organizzata, la corruzione della casta politica e lo spaccio di droga.
In realtà, questo “Pacchetto” con la sicurezza ha pochissimo a che fare.
I cavalli di battaglia adottati per l’approvazione di tale provvedimento sono quelli classici della Lega Nord: odio per il diverso, razzismo dilagante e filosofie in stile apartheid.
Nessun cenno sul fatto che il “Pacchetto”, come primo effetto, avrà quello di far espellere oltre mezzo milione di badanti che lavorano regolarmente e senza alcun problema nelle nostre case.
Come nessun riferimento viene fatto sull’ultimo dato Istat che vede oltre sei milioni di stranieri vivere e lavorare nel nostro paese, facendo soprattutto comodo agli imprenditori di quella parte di paese che la Lega Nord dice di rappresentare.
In realtà, questo provvedimento è passato al parlamento, oltre che per una ormai chiara inesistente opposizione parlamentare (il maggior partito, il Pd, è da un anno unicamente indaffarato nella ricerca di un segretario degno di questo nome), anche per un clima crescente di paura e xenofobia che si diffonde nel nostro paese.
Fomentata da partiti e media, è ormai opinione diffusa in Italia che chi ha un colore della pelle o una lingua differente dalla nostra, è un potenziale nemico dell’ordine pubblico e della sicurezza.
Il recente successo elettorale della Lega Nord è l’emblema di questo clima che si respira nel paese.
Ma il razzismo, come si sa, finisce sempre per ritorcersi su chi, fino a pochi giorni prima, si riteneva lontanissimo dall’esserne vittima.
Con l’introduzione del federalismo fiscale, la Lega Nord presto darà vita ad un altro dei suoi cavalli di battaglia: l’odio verso “Roma ladrona” e il meridione.
Ci sentiamo così sicuri nelle mani di chi dichiara apertamente che gli “insegnanti terroni sono una piaga per la produttiva Padania”? (Umberto Bossi, Corriere della Sera, 22 Luglio 2008)
da CSOA Cloro Rosso TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://jackassovdfud.spaces.live.com/blog/cns!F02188B722132941!2789.trak Weblogs that reference this entry
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